La Dolce Lingua

Home » Errori Frequenti » “Piuttosto che”, Principe degli Strafalcioni

“Piuttosto che”, Principe degli Strafalcioni

I linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota hanno scritto una raccolta delle “cose da non dire” e degli “errori da non fare”. Dal congiuntivo soppresso al “facci” fantozziano.

La lingua parlata, al giorno d’oggi, è piena di “tossine grammaticali”, modi di dire ed espressioni che sono entrate a far parte dell’uso comune ma che stridono decisamente con correttezza e sensibilità linguistiche. Al primo posto di un’ipotetica classifica degli errori stilata dai linguisti in questione troveremmo Piuttosto che, divenuto titolo del loro ultimo libro. Un manuale che, oltre a una sezione dedicata alla “tossina” più usata dagli italiani con relativa analisi dell’espressione simbolo della degenerazione linguistica, comprende un breviario di ben 300 “cose da non dire ed errori da non fare”.

Il famoso congiuntivo, regola prima della sintassi, compare ormai ben di rado sui giornali, nei blog e nelle chat, i politici e personaggi pubblici lo ignorano nelle interviste radiofoniche e televisive, la lingua sembra aver perso qualsiasi valore. Così, Della Valle e Patota concentrano la loro attenzione su un elenco dettagliato di scivoloni comunicativi. Dal facci (al posto di faccia), reso famoso dal ragionier Ugo Fantozzi, al mancato uso dell’accento sulla terza persona del verbo dare.

Catalogati in ordine alfabetico, gli errori più diffusi sono seguiti dalla forma corretta e da diverse citazioni di quanto scritto o detto dai personaggi ‘incriminati’. Perché, avvertono gli autori, “mentre non è lecito né opportuno infierire su chi, per umile estrazione, non ha dimestichezza con la lingua italiana, è giusto fare le bucce a chi di comunicazione vive e si serve.”

  • Tra ben trecento strafalcioni, il premio va a “Piuttosto che”

“In un italiano chiaro e corretto, piuttosto che in funzione avversativa equivale ad anziché: es. piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, però, si è diffuso un nuovo uso di piuttosto che, che dà a questa espressione lo stesso valore che ha la parola oppure. Si tratta di una moda proveniente dall’Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il piuttosto che invece di oppure è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po’ tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: una frase di questo genere indica una scelta; un oppure travestito da piuttosto che indica l’esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un’alternativa.”

Perché tanti errori nel modo di scrivere e parlare di politici, giornalisti, studenti? Loro non dovrebbero essere i primi a conoscere l’uso della lingua italiana?

“Perché lo fanno? Per sciatteria, per eccessiva sicurezza di sé, per mancanza di rispetto verso il vincolo identitario più forte che tiene uniti gli italiani: la lingua. Consigliamo maggiore cautela agli autori degli svarioni che abbiamo documentato: un congiuntivo o un plurale o un accento sbagliato in bocca a un ministro o a una ministra dell’Istruzione fa finire il malcapitato sulle prime pagine dei giornali, oltre che nei nostri libri“.

Come evitare di far parte dell’esercito dei ‘guastatori’?

Capita a tutti di avere un dubbio, di non sapere come vada pronunciata o scritta una parola, come debba essere declinato un verbo o fatta una concordanza. I ‘guastatori’  trasgrediscono con supponenza e sfacciataggine le regole e la tradizione della nostra lingua; chi invece la ama e la rispetta fa uno sforzo in più, e quando ha un dubbio cerca la giusta soluzione in una buona grammatica, in un buon dizionario, o nei nostri manuali facili e divulgativi.

Basta poco, in fondo, per evitare di far parte di questo esercito: un po’ di attenzione, maggiore rispetto, e ogni tanto un veloce test di autovalutazione per essere sicuri di stare alla larga dalle mode e dai tormentoni, a cominciare dall’uso sbagliato del terribile piuttosto che al posto di oppure.”

LA CRUSCA SULL’USO IMPROPRIO DI PIUTTOSTO CHE

FONTI

http://www.repubblica.it/

Annunci

1 commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: