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Mafia, Mafioso…Mafiologo

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Parole del giorno:

  1. Mafiosità s. f. [der. di mafioso]. – L’esser mafioso, cioè affiliato alla mafia; rapporto di omertà esistente fra i mafiosi: spirito di m.; atteggiamento, comportamento mafioso.
  2. Mafiòlogo s. m. (f. –a) [comp. di mafia e –logo] (pl. m. –gi, raro –ghi). – Studioso del fenomeno della mafia, esperto di mafiologia, spec. dal punto di vista sociologico e criminologico.
  3. Mafiologico agg. Che analizza e studia i fenomeni di tipo mafioso. ◆ Sembrerebbe pensata per l’Italia la sentenza che il tribunale amministrativo di Versailles ha emesso lunedì scorso. Sembra la sentenza di un tribunale che ha letto [Leonardo]Sciascia, ma sembra pure una sentenza-satira di tutte le commissioni e le sociologie mafiologiche italiane, di tutte le leggi contro il racket, avanzatissime e specialissime, che il Parlamento italiano fa e disfa, rimedita e blocca senza troppo costrutto. (Francesco Merlo, Corriere della sera, 22 dicembre 1998, p. 1, Prima pagina) • Il linguaggio didascalico [di Leone Zingales, Storia cronologica della mafia, Caltanissetta 2005], semplice ed asciutto consente ai lettori, anche a quelli che soltanto adesso si interessano della problematica «mafiologica», di comprendere compiutamente i temi relativi alle organizzazioni mafiose e alla storia della mafia con riferimenti sporadici anche alle cosche italo-americane. (Sicilia, 29 marzo 2006, p. 23, Spettacoli) • Sappiamo l’avversione del maestro [Andrea] Camilleri per la «letteratura mafiologica» che, seppure trattata con tutte le attenzioni e contromisure del caso, finisce sempre per consentire una certa beatificazione dei Padrini. E, d’altra parte, sembrerebbe dargli ragione il successo mai sopito – presso gli uomini d’onore di diverse generazioni – della storia di don Vito Corleone magistralmente scritta da Mario Puzo. (Francesco La Licata, Stampa, 5 ottobre 2007, p. 33, Società e Cultura). Composto dal s. f. mafia con l’aggiunta del confisso -(o)logico. Già attestato nella Repubblica del 15 gennaio 1988, p. 1, Prima pagina (PinoArlacchi).

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Le parole vengono coniate in base alla realtà. O meglio, vengono coniate per colmare una lacuna verbale relativa alla realtà. A volte capita che queste facciano sorridere, a volte, invece, le parole nuove ricordano con immediata irruenza una dato di fatto spiacevole e tangibile, in questo caso, squisitamente italiano.

Esempi dell’utilizzo del termine possono anche trovarsi su testate giornalistiche ragguardevoli come La Stampa, che riporta:

  • Giovanni Tizian, il Saviano del nord, (…) ha dialogato tra gli altri con Federico Varese, il mafiologo di Oxford collaboratore de La Stampa, anche diversi approfondimenti sul giornalismo dei dati. Ovviamente grande spazio è stato dedicato al web (vedi La Stampa – Giovani e news, il giornalismo riscalda Perugia).

Licenza giornalistica? Non più. Perché si tratta di un neologismo necessario, che era destinato, prima o poi, a rientrare nei nostri vocabolari.

 

FONTI:

http://www.treccani.it/

Dizionario della Lingua Italiana Devoto-Oli (2000-2001)

www.lastampa.it/

 

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