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Questo, Quello e… Codesto?

Codesto, dal lat. volg. c)cu(m) tĭbi ĭstu(m) ‘eccoti questo’, indica  “la persona o cosa vicina a chi ascolta, o a lui relativa, o nominata subito prima”.

Cosa è successo all’aggettivo/pronome in questione? Che si sia estinto, che sia stato abolito, che sia da sempre vissuto solo sui libri?

Chiariamo la situazione.

La questione degli aggettivi/pronomi dimostrativi è stata largamente indagata dai grammatici che, attualmente, sono orientati a proporre la presenza di due sistemi paralleli nell’insieme delle varietà dell’italiano. Il sistema dei dimostrativi dell’italiano contemporaneo (nella sua varietà dell’uso medio o neo-standard) presenta due elementi con questo e quelloquesto per indicare ciò che è vicino a chi parla nello spazio, nel tempo o che è stato appena citato nel testo. Lo stesso sistema bipartito si ha in inglese, francese e tedesco. Il toscano moderno, come i dialetti meridionali, lo spagnolo e il portoghese, prevede invece un sistema a tre elementi con questocodesto e quello. Nel sistema a due elementi, quello cioè dell’italiano utilizzato in tutta Italia esclusa la Toscana, codesto è comunemente sostituito da quello e, meno spesso, da questo.

Nella lingua scritta, considerata in prospettiva diacronica, la forma codesto risulta, in proporzione, meno presente fino all’Ottocento rispetto alla sua frequenza negli scritti tra 1800 e 1900: se dalle origini al Settecento si contano complessivamente 1711 occorrenze, soltanto per Ottocento e Novecento abbiamo 1428 occorrenze totali. Significativo che, di queste occorrenze, ben 415 (+ 3 nella variante cotesto) siano negli scritti di Manzoni.

Questi dati suggeriscono almeno due considerazioni:

1) la variante cotesto cede progressivamente a codesto fino a sparire da Manzoni in poi;

2) la frequenza del dimostrativo negli scritti di Manzoni rivela l’intento di promuovere a livello nazionale un tratto del fiorentino parlato.

Oltre alla stabilizzazione della forma codesto, si assiste quindi alla riproposizione, a livello nazionale, del sistema a tre elementi dei dimostrativi, in particolare attraverso i programmi scolastici e la lingua dell’amministrazione. Questo processo storico dà ragione della lunga resistenza di codesto nelle grammatiche scolastiche e nelle scritture burocratiche.

Nell’italiano scritto contemporaneo si può dire che siano proprio le grammatiche e i testi giuridici e amministrativi gli ambiti in cui ancora codesto sopravvive, anche se le grammatiche, pur offrendo il quadro dei dimostrativi a tre elementi, segnalano gli usi limitati di codesto che, a seconda dei casi, sono indicati come propri della lingua scritta, soprattutto letteraria, e del toscano. Per chi non è toscano si tratta infatti di un elemento di cui non si possiede una competenza attiva, d’uso vivo, e che resta relegato a un particolare tipo di lingua scritta.

Nell’italiano parlato l’uso di codesto è infatti esclusivo della Toscana e nel resto del Paese il sistema è limitato ai dimostrativi questo e quello. Una prima conferma la possiamo avere dalla consultazione di corpora di italiano parlato: nel LIP (Lessico dell’Italiano Parlato) si rintracciano solo 5 occorrenze, 4 in un testi colloquiali raccolti a Firenze e 1 in un testo formale (burocratico) raccolto a Milano; nel LIR (Lessico dell’Italiano Radiofonico) ci sono 11 occorrenze, ma tutte all’interno di un testo pubblicitario in cui si riproduce il parlato toscano; nella versione in via di completamento del LIT (Lessico dell’Italiano Televisivo) che contiene, ad oggi, circa 50 ore di parlato televisivo non si rintraccia nessuna occorrenza di codesto.

Questa diversa distribuzione produce una diversa percezione nei parlanti rispetto a codesto: in Toscana infatti codesto non è avvertito come un elemento proprio della lingua letteraria, arcaica o burocratica, ma come tratto comune, ricorrente, tendente anzi al registro informale e familiare.

Giovanni Acerboni, esperto di scrittura professionale, docente universitario, consulente e formatore,  ha, assieme ad altri, lanciato una vera e propria campagna per abolire codesto. Per evitare confusione, e soprattutto per evitare di commettere inutili errori. Anche perché, se è vero che codesto sopravvive sui libri di grammatica e nelle scritture burocratiche, la lingua in pratica mostra una realtà ben diversa.

 

FONTI:
http://www.scritturaprofessionale.it

http://www.treccani.it/enciclopedia/codesto_(La_grammatica_italiana)/

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/codesto-cotesto-sistema-aggettivi-pronomi-di

http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=codesto

http://www.cortmic.eu/cronache/cronache182.html

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