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Il Corsivo Inventato a Bologna

Il ‘corsivo’ fu inventato a Bologna: parte ‘Griffo, la grande Festa delle Lettere’4600.0.663943103-kk5D--180x140@Corrieredibologna
“Il carattere corsivo ha cambiato la storia dell’editoria e ha dato vita a quelle che all’epoca erano le edizioni economiche, rendendo le opere classiche accessibili anche a coloro che non potevano permettersi corsivi in-folio”. Parola di Umberto Eco, a capo del comitato scientifico dell’Associazione Francesco Griffo, che, insieme al Comune di Bologna e ad altre istituzioni cittadine darà vita a “Griffo, la grande Festa delle Lettere”, un evento lungo quattro anni.

Francesco, nacque a Bologna da Cesare, di professione orefice a metà del quindicesimo secolo. Praticamente sconosciuto fino all’800, anche Antonio Panizzi, bibliotecario (e patriota) di Brescello volle investigare su di lui. (Panizzi guidò anche la biblioteca del British Museum, una delle più grandi al mondo).

imagesDi Griffo si sa oggi che intraprese la carriera di incisore e che inventò e incise, secondo gli studiosi, ben sei tipi di carattere “tondo”, quelli che oggi chiamiamo “corsivo” o italico. Arrivò molto in alto: prestò infatti la sua opera per diversi editori italiani e anche per Aldo Manunzio, umanista ed editore veneto, che vantava anche una stretta amicizia con il filosofo olandese Erasmo da Rotterdam.

Griffo morì a Bologna nel 1518 e fu probabilmente giustiziato per l’omicidio del genero che egli aveva colpito a morte con una spranga dopo un alterco insorto entro le mura domestiche dell’abitazione che condividevano nella parrocchia di S. Giuliano (fonte: Treccani)

Per celebrare il cinquecentenario della sua morte, un programma di eventi presentato ieri in una conferenza stampa a Palazzo D’Accursio: “Sarà occasione di scambio e di confronto interdisciplinare e vedrà la realizzazione di tante attività che spazieranno dalla didattica, all’editoria, alla digitalizzazione delle opere fino a workshop, laboratori per l’infanzia ed eventi espositivi – ha scritto l’assessore alla promozione della città Matteo Lepore.

DSC_9568Un progetto “aperto” a contributi e idee. Ad oggi hanno già aderito a Bologna, oltre al Comune, la Bottega di Narrazione delle Finzioni, l’Istituzione Biblioteche – Biblioteca Archiginnasio, Genus Bononiae, il MAMbo, il Museo della Musica e il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Unibo; ma anche altre realtà italiane hanno già deciso di partecipare all’iniziativa: il Museo Carlo Zauli di Faenza, la Tipoteca Italiana Fondazione, l’AIAP – Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, l’ADCI – Art Directors Club Italiano e l’ADI – Associazione per il Disegno Industriale.

“La nostra volontà è raccogliere altre adesioni, dall’intero territorio nazionale e, perchè no, dall’estero (le richieste di adesione possono essere inviate a info@griffoanniversary.com e ulteriori informazioni sono disponibili al sito) – continua Lepore – saranno poi le singole realtà a proporre le attività che vogliono sviluppare. Per la gestione e la selezione è  in corso di creazione un Comitato Scientifico, che sarà presieduto da Umberto Eco”.

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