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Parole Composte

  • nomi composti sono il risultato dell’intima fusione di due parole diverse: per esempio, biancospinopurosanguecoprilettobassopiano eccetera. Sono numerosissimi e ci creano problemi e grattacapi (altro nome composto) quando dobbiamo metterli al plurale.
  • Qualche esempio: terracotta fa al plurale terrecotte; ma grillotalpa fagrillitalpaaltopiano fa altopiani ma purosangue è invariabile: i purosangue. Come raccapezzarsi?
  • Tentiamo di dare una spiegazione semplice a questi plurali dei nomi composti, raggruppando razionalmente certe forme stabilizzate nell’uso e da tutti accettate, e desumendone delle regole comuni. Se volete proseguire, armatevi di santa pazienza.
  • Dividiamo le parole composte in ben dieci gruppi, che esamineremo uno per uno.
  • 1. Nomi composti da un aggettivo e da un sostantivo maschile o femminile: il più delle volte formano il plurale come fossero nomi semplici, cambiando cioè solo la desinenza del secondo elemento: biancospinobiancospini;francobollofrancobollibassorilievobassorilievialtorilievoaltorilievi;bassopianobassopianialtopianoaltopianinerofumonerofumi; mezzogiornomezzogiornivanagloriavanagloriefalsarigafalsarighe.
  • Eccezioni ormai stabilizzate: bassofondobassifondialtofornoaltiforni;mezzanottemezzenotti (mezzogiorno invece fa regolarmente mezzogiorni);mezzalunamezzelune (anche separato: mezza lunamezze lune);mezzalanamezzelane (ma anche mezza lanamezze lane); mezzatinta,mezzetinte (anche mezza tintamezze tinte); mezzamanicamezzemaniche(anche mezza manicamezze maniche); mezzobustomezzibusti (anchemezzo bustomezzi busti).
  • Purosangue invece resta invariato: i purosangue, e così mezzosangue: i mezzosangue.
  • 2. Nomi composti da due aggettivi: sono più disciplinati. Formano il plurale come se fossero un unico, semplice nome, e cambiano solo la desinenza finale: chiaroscurochiaroscuripianofortepianofortisordomuto,sordomutisordomutasordomute.
  • La stessa regola vale anche quando i due aggettivi, invece di un nome, formano un altro aggettivo: grigioverdegrigioverdiagrodolceagrodolci;sacrosantosacrosanti; rossonerorossoneri; nerazzurronerazzurri; giallorossogiallorossi; bianconerobianconeri e così via tutto il campionato di calcio.
  • 3. Nomi composti da un sostantivo maschile o femminile e da un aggettivo: formano il plurale cambiando la desinenza sia del primo sia del secondo termine, si comportano cioè come se fossero separati: caposaldocapisaldi;fabbroferraiofabbriferraicartapestacartepesteacquaforteacqueforti;collotortocollitorticasamattacasemattecassafortecasseforti;terracottaterrecottegattamortagattemorte. Eccezione ormai stabilizzata: palcoscenico che fa al plurale palcoscenici.
  • 4. Nomi composti da due sostantivi: distinguiamo due casi.
  • Se i sostantivi sono dello stesso genere (entrambi maschili o entrambi femminili) modificano nel plurale solo la desinenza finale: arcobaleno,arcobalenicartapecoracartapecorepescecanepescecanimelograno,melograni; madreperlamadreperlecassapancacassapanche;toporagnotoporagni.
  • Se invece i due sostantivi sono di genere diverso variano nel plurale solo il primo elemento: grillotalpagrillitalpapescespadapescispada;pescesegapescisegapescelunapesciluna. Eccezioni stabilizzate:boccaporto fa boccaportibanconota fa banconoteferrovia fa ferrovie.
  • 5. Nomi composti da una forma verbale e da un sostantivo plurale: nel plurale restano invariati (si cambierà naturalmente solo l’articolo); il battipannii battipanniil guardasigillii guardasigilliil segnalineei segnalineeil guastafestei guastafesteil portapennei portapennelo schiaccianocigli schiaccianociil baciapilei baciapile.
  • 6. Nomi composti da una forma verbale e da un sostantivo singolare maschile: variano nel plurale la desinenza del sostantivo: grattacapo,grattacapicoprifuococoprifuochicopricapocopricapicopribusto,copribustipassaportopassaportiparafangoparafanghirompicollo,rompicollipassatempopassatempiperditempoperditempisegnalibro,segnalibri.
  • Prima avvertenza importante: seguono la stessa regola anche le parole composte con una forma verbale più mano, sebbene femminile, forse per analogia con la terminazione in -oasciugamanoasciugamanibaciamano,baciamaniparamanoparamanicorrimanocorrimani.
  • Seconda avvertenza: certi composti di questo gruppo indicano qualità riferita a persona, che può essere maschio o femmina: per es. un ficcanaso, ma anche una ficcanasoun rompicollo ma anche una rompicollo. Come ci regoleremo nel plurale? Se si riferisce a maschio faremo plurale il secondo elemento: i rompicollii ficcanasi; se a femmina, lo lasceremo invariato: le rompicolloquelle ficcanaso.
  • 7. Nomi composti da una forma verbale e da un sostantivo singolare femminile: il nome composto risultante è prevalentemente di genere maschile, e nel plurale resta invariato: il portacenerei portacenere; il portafruttai portafruttalo spazzanevegli spazzaneveil portabandierai portabandierail cavalcaviai cavalcavialo scioglilinguagli scioglilingual’aspirapolveregli aspirapolvereil battistradai battistrada.
  • Eccezioni ormai consolidate nell’uso: il cacciavitei cacciaviti (ormai raro i cacciavite); il salvagentei salvagenti.
  • 8. Nomi composti da due forme verbali: restano inviariati nel plurale. Il dormivegliai dormivegliail parapigliai parapigliail saliscendii saliscendiil fuggifuggii fuggifuggi.
  • 9. Nomi composti da una preposizione o da un avverbio e da un sostantivohanno due comportamenti diversi.
  • Se il nome composto è dello stesso genere del sostantivo componente, nel plurale si declina questo sostantivo: il sottufficialei sottufficialiil soprammobilei soprammobiliil surgelatoi surgelatiil contrordinei contrordiniil dopopranzoi dopopranziil sottacetoi sottacetiil contrabbandoi contrabbandiil lungarnoi lungarniil lungomarei lungomariil lungofiumei lungofiumiil lungolagoi lungolaghila soprascarpale soprascarpel’anticamerale anticamerel’intervistale interviste. Eccezione, il fuoribordoi fuoribordo, che resta indeclinabile. Quanto a lungopo, il problema di un plurale non si pone: il nome Po è indeclinabile, e tale rimane il nome composto: i lungopo.
  • Se invece il sostantivo componente è di genere diverso rispetto al nome composto, il plurale resta invariato: il sottobottigliai sottobottigliail sottocodai sottocodail sottopanciai sottopanciail sottoscalai sottoscalail retroterrai retroterra.
  • 10. Nomi composti con capo più un sostantivo. Li dividiamo in due categtorie, a seconda della funzione che ha la componente capo.
  • Prima categoria: capostazione. Qui capo ha funzione di soggetto.
  • Seconda categoria: capocronista. Qui capo ha funzione di semplice attributo.
  • Per capirlo, proviamo a ribaltare la parola. Ecco: capostazione non può diventare stazione-capo, mentre capocronista può diventare cronista-capo.
  • Noi daremo la forma plurale solo all’elemento principale del composto: nel primo caso a capo: i capistazione, nel secondo a cronista: i capocronisti. Qualche altro esempio della prima categoria: capoclasse, il capo della classe, caporeparto, il capo del reparto, e ancora capoturnocaposquadra,capotrenocaposerviziocapofamigliacapodivisionecapofila,capopostocaposezione. Il primo elemento è preminente, e lo metteremo al plurale: capiclassecapirepartocapiturnocapisquadracapitreno,capiserviziocapifamigliacapidivisionecapifilacapipostocapisezione. Se il nome è al femminile, la componente capo rimarrà invariata: le capostazionele capoclassele caporepartole capoturnole caposquadra,le capotreno eccetera.
  • Passiamo ora ad esempi della seconda categoria: capomacchinista: potremmo benissimo dire macchinista-capo. E così capotecnico,caporedattorecapocomicocapocuoco: qui è preminente il secondo elemento, e sarà questo solo che faremo plurale: capomacchinisti,capotecnicicaporedattoricapocomicicapocuochi. Seguono questa regola anche capoluogocapolavorocapoversocapodanno che al plurale diventano capoluoghicapolavoricapoversicapodanni. Se il nome è al femminile, se ne farà regolarmente il plurale femminile: la capotecnicale capotecnichela capocomicale capocomichela capocuocale capocuochela capomastrale capomastrela capocronistale capocronistela caporedattricele caporedattrici eccetera.
  • Ora attenzione: caposaldo non segue queste regole e fa al plurale capisaldiperché non è il composto di capo più un sostantivo, ma di capo più un aggettivo: vedi al punto 3.
  • Per finire, a volte la parola capo viene dopo il nome cui si riferisce e si scrive separata: consigliere caporedattore capo e simili. Qui capo, è “apposizione”, come se dicessimo “che è a capo”: consigliere, commesso, redattore “che è a capo” di altri consiglieri, di altri commessi, di altri redattori. Resta pertanto invariato nel plurale. Diremo perciò il consigliere capo e i consiglieri capoil redattore capo e i redattori capo. Per la donna avremo la commessa capola redattrice capo, che pure rimangono invariate nel plurale: le commesse capole redattrici capo.

FONTE:
http://dizionari.corriere.it/

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